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7 giugno 2019

Industria 4.0: breve storia di un presente che sa di futuro

Le origini

Il termine viene utilizzato per la prima volta in Germania nel 2010 alla fiera di tecnologia di Hannover e compare ufficialmente nel 2013 in un rapporto promosso dal Governo tedesco. Il rapporto elaborava un progetto di rilancio del settore manifatturiero tedesco per ammodernare il sistema produttivo partendo dagli investimenti in infrastrutture, scuole, sistemi energetici, enti di ricerca e aziende. In breve tempo il piano tedesco industrie 4.0 divenne il punto di riferimento per la diffusione della cultura digitale all’interno della manifattura europea.

Il presente

Industria 4.0 come la intendiamo oggi consiste nel connettere macchinari a internet, raccogliere e analizzare dati per rendere possibile una gestione più flessibile ed efficiente del ciclo produttivo. Le tecnologie e i device sono in grado di comunicare autonomamente tra di loro lungo la catena del valore: nelle fabbriche smart i sistemi controllati dai computer gestiscono processi fisici, creando quella che viene definita digital twin, cioè una copia virtuale della fabbrica fisica (QUI alcuni esempi di digital twin).

Il futuro

Attualmente le sfide per Italia ed Europa nell’ambito dell’Industria 4.0 sono due:

  • da un lato si tratta di promuovere lo sviluppo autonomo (produzione) di tecnologie abilitanti per la trasformazione digitale per assumere un ruolo attivo nella definizione delle traiettorie del cambiamento globale, partendo dalla definizione degli standard produttivi e tecnologici.
  • Dall’altro è necessario abilitare all’utilizzo delle tecnologie digitale per massimizzare il potenziale del proprio sistema produttivo, proprio nell’ottica di gestione di catene del valore sempre più complesse

 

 

 

Fonte: “Dove va l’industria italiana” rapporto 2019 centro studi Confindustria