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10 aprile 2020

Transizione 4.0: il piano del governo che supporta e incentiva la trasformazione tecnologica, aiutando la ripresa

La nuova politica dell’Italia in tema di trasformazione digitale è un piano di circa 7 miliardi di euro che potrà giocare un ruolo fondamentale nella ripresa dell’economia, con particolare attenzione al tema della sostenibilità.

Perché investire sul digitale adesso?

Può sembrar paradossale in questi giorni parlare di nuovi investimenti in tecnologia e digitalizzazione dell’azienda. Ma non lo è.
La situazione che stiamo affrontando e la gestione dell’emergenza che numerose aziende si trovano ad affrontare può insegnare a rivalutare e ripensare molte delle strutture e delle dinamiche date per scontate fino a qualche settimana fa.
Siamo stati testimoni di una svolta epocale in termini di gestione del lavoro: abbiamo imparato, ad esempio, che il lavoro da remoto è un’opzione percorribile ed efficace per numerose attività lavorative. Molte aziende, spinte dalla necessità, hanno introdotto delle forme di smart working anche laddove sussisteva una forte reticenza nei confronti del lavoro a distanza. La necessità ha accelerato un processo che per molti versi è ancora in forma abbozzata e imperfetta, ma ha posto le basi per forme di lavoro agile stabili.

All’interno delle manifatture non è semplice introdurre il lavoro a distanza.
Parliamo allora di tutte quelle aziende che hanno capito che utilizzare la tecnologia in maniera integrata e collaborativa può supportare la gestione dell’emergenza, mitigare fattori di rischio presenti e futuri, gestire in maniera diversa e più efficace i carichi di lavoro.

In ottica di ritorno alla (nuova) normalità nel breve-medio termine, è importante capire che le tecnologie diventano la leva strategica che consentirà alle imprese di riconfigurarsi e far fronte a possibili nuove ondate di covid-19 o situazioni emergenziali.
Per riuscir a rispondere alle rinnovate esigenze, le aziende sono chiamate a ragionare sulla riconfigurazione dei processi, della forza lavoro e di quella forza produttiva. Lavorare in maniera smart non significa solo farlo da remoto: significa saper lavorare per obiettivi, porre il focus sulle prestazioni e ripensare in quest’ottica anche il lavoro operativo e produttivo. Parliamo ad esempio, di riuscir a mantenere attiva la catena produttiva con una percentuale di operatori in presenza fisica ridotta del 10-15% o di prevedere che il controllo del processo produttivo possa avvenire da remoto. La sensoristica, i dati, la realtà aumentata e le diverse soluzioni tecnologiche, lavorando in maniera integrata e sinergica, vengono in aiuto per il monitoraggio da remoto, permettono di prendere decisioni in maniera consapevole e veloce migliorando, quindi, le prestazioni produttive.

Le azioni del piano Transizione 4.0

Il piano Transizione 4.0 prevede una maggiore attenzione a:

  • innovazione;
  • investimenti green;
  • attività di design e ideazione estetica.

In particolare, il supporto e gli incentivi – erogati principalmente sotto forma di credito d’imposta – vanno alle imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali in misura diversa, che siano funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

Altro importante tassello del piano Transizione 4.0 è l’attenzione dedicata alla spesa privata sul tema della ricerca (fondamentale, industriale e sviluppo sperimentale), dello sviluppo e dell’innovazione tecnologica. L’obiettivo è quello di sostenere la competitività delle imprese, favorire i processi di transizione digitale, anche nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale.

Il terzo macro-tema individuato dal piano è la formazione del personale. Il governo punta a stimolare gli investimenti delle imprese nella formazione riguardantee materie che hanno come oggetto le tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.

È di qualche giorno fa l’indiscrezione che potrebbe arrivare già da metà 2020 un importante rafforzamento del Piano Transizione 4.0: secondo le dichiarazioni di Andrea Bianchi, Direttore delle Politiche Industriali di Confindustria l’incremento delle misure previste potrebbe portare al raddoppio delle aliquote del credito d’imposta per ricerca e innovazione e l’aumento di tetti e aliquote del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali.

 

 

Per approfondire il tema del piano Transizione 4.0 visita il sito del MISE (qui).