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20 novembre 2018

Trasformazione digitale, è ora di passare dalle parole ai fatti

Forrester traccia 14 previsioni tecnologiche per il 2019, evidenziando una tendenza di fondo: l’idea di Digital Transformation, spesso ancora teorica, dovrà concretizzarsi in un approccio più pragmatico.

Vediamo le principali (leggi il post originale)

La customer experience. Un brand su cinque rinuncerà alle iniziative di customer experience strategiche e preferirà puntare su logiche tradizionali come il taglio prezzo, per assicurarsi guadagni immediati.

Trasformazione “chirurgica”. In molti casi i progetti si focalizzeranno su obiettivi più specifici, invece di essere genericamente spalmati su varie attività e dimensioni aziendali. Si punterà soprattutto sui canali di vendita e marketing digitali, sul lancio di servizi digitali, sulla monetizzazione del patrimonio di dati e sull’automazione dei processi.

Ripensamento dei brand. Un marchio su cinque nel 2019 sarà “ridefinito e rivitalizzato”, secondo Forrester. I responsabili del marketing dovranno porsi le domande che davvero contano: qual è lo scopo e l’utilità del brand, come si relaziona con i Millennials, come può consolidarsi nello spazio social?

Protagonismo dei brand. Per un responsabile marketing su due, il marchio sarà la prima e più importante priorità. Di conseguenza, aumenteranno i budget e i progetti incentrati sul brand.

Collaborazione fra Ceo e Cio. Un maggior numero di alti dirigenti e di chief information officer si renderanno conto che i rispettivi lavori dipendono uno dall’altro: la necessità di collaborazione diventerà più evidente. Soltanto un Cio su quattro espanderà le proprie competenze e il proprio raggio d’azione.

Automazione e intelligenza artificiale. In oltre il 40% delle aziende, la robotic process automation (Rpa) e l’AI agiranno in sinergia per trasformare il modo in cui si lavora. L’intelligenza artificiale dovrà però superare alcuni limiti che l’hanno finora condizionata, in particolare tre: l’inadeguatezza dei dati o della loro gesione, l’eccessiva “orizzontalità” dei progetti (proof of concept non calati nello specifico contesto dell’azienda) e la difficoltà dei leader aziendali nel capirne il funzionamento.

Strategia di “fiducia zero”. Il 2019 segnerà nuovi livelli di rischio cybernetico sia per le aziende sia per i singoli individui. Un maggior numero di governi e imprese adotteranno un approccio “zero trust”, in cui si considera in via preventiva come non attendibile qualsiasi utente o richiesta di accesso ai dati. Anche se proveniente dall’interno del perimetro aziendale.

La mischia dei social. Il potere dei social media come cassa di risonanza per le aziende è innegabile, ma è facile che ondate di critiche e sentiment negativo travolgano i brand ed è facile che nascano polemiche e schieramenti. La tentazione di “gettarsi nella mischia” dei social, facendo leva su queste dinamiche, toccherà tre responsabili marketing di aziende B2C su quattro. In un caso su due, però, le strategie si riveleranno fallimentari.

 

(continua)