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21 dicembre 2020

Costruire in futuro – L’edilizia 4.0 tra dati e sostenibilità

Se c’è una cosa che il 2020 ha insegnato a tutti è che fare previsioni e studiare scenari possibili aiuta ad arrivare preparati al futuro, un futuro tanto imprevedibile, quanto spesso immaginabile.

Per delineare il percorso del mondo delle costruzioni è necessario partire dall’osservazione dei trend, delle domande e delle offerte attuali. In un settore, negli ultimi anni caratterizzato da crisi economica e scarsa produttività, emergono con forza le voci di produttori, enti, start up e costruttori che provano a rilanciare il comparto puntando su digitalizzazione e innovazione di processi e materiali. Ma non solo. La crescente consapevolezza e le rinnovate esigenze  – più o meno consapevoli – dell’utente finale che derivano dall’assetto culturale, economico e sociale dell’era (post)covid, incalzano architetti e progettisti a ripensare i modelli costruttivi prevalenti a favore di strutture caratterizzate da flessibilità e sostenibilità.

Il cliente al centro

All’interno degli edifici del futuro grande attenzione sarà riservata al comportamento di chi occupa e abita gli spazi. Secondo il report 2017 dell’osservatorio Real Estate EY, l’obiettivo delle costruzioni future sarà quello di creare un’esperienza unica e personalizzata di fruizione degli spazi. Così come oggi i grandi player del mercato, come Amazon e Netflix, stanno abituando il consumatore a usufruire di servizi strutturati in base a gusti, abitudini e preferenze, anche l’edificio del futuro dovrà mettere al centro i propri fruitori, abitatori: conoscerne le esigenze, offrire sicurezza fisica e protezione delle informazioni condivise, consentire l’attivazione di servizi all’insegna del comfort e di una maggiore fruibilità degli spazi.

Un ecosistema di dati

Pensare all’edificio del futuro significa pensare al grande ecosistema in cui si troverà integrato: lo scambio di dati e informazioni sarà alla base dell’equilibrio di questo nuovo organismo e caratterizzerà l’intero ciclo di vita dell’edificio.

A partire dalle decisioni di investimento, fino alla gestione e manutenzione degli spazi, i diversi attori coinvolti convoglieranno nella struttura dati e informazioni geospaziali in maniera collaborativa, utilizzando tecnologie abilitanti (come ad esempio il BIM) e ottimizzando le spese proprio sulla base dei dati di previsione e utilizzo. Sensori e rilevatori forniranno informazioni e parametri interni alla struttura in tempo reale, così da consentire un’ottimizzazione della gestione e della manutenzione dell’edificio, una volta entrato in uso.

Al tempo stesso l’edificio sarà in grado di “dialogare” con l’ambiente circostante: verranno integrate, ad esempio, la possibilità di fornire a chi lo occupa informazioni relative ai servizi presenti in zona (es: trasporto, sanità, servizi postali, negozi), così come la connessione diretta con gli enti erogatori di servizi e forniture (internet, acqua, luce, gas).

Sostenibilità e oltre

La continua ricerca di materiali da costruzione differenti, con una particolare attenzione al green, alla sostenibilità e all’efficientamento renderà gli edifici delle strutture semi-viventi. Non più statici, costituiti da elementi inorganici e non riciclabili, ma strutture in grado di evolversi, modificarsi e autorigenerarsi grazie all’impiego di materiali innovativi che inglobano al loro interno elementi organici vivi. È l’esempio dei materiali costruttivi che impiegano i miceli dei funghi, area fibrosa e meno appetibile del fungo, utilizzata per costruire mattoni e materiali resistenti all’acqua, al fuoco, adattabili a diverse situazioni edilizie, o dei biomattoni realizzati attraverso l’azione di batteri, ma anche dei pannelli in fibra di cellulosa, e delle vernici a base di pigmenti naturali.

Dagli elementi organici in grado di far rigenerare l’edificio, all’idea di edificio come ecosistema per un interscambio continuo di dati, già da oggi quindi “dobbiamo progettare pensando a quello che potrebbe succedere tra 10 anni e oltre”, suggerisce l’architetto Luisa Fontana in un’intervista rilasciata a NEC, Piattaforma digitale per l’edilizia del Nord Est*. “(…)Dobbiamo pensare all’edificio come a un organismo edilizio, a come fosse una piantae, continua l’architetto, “il punto di partenza deve essere un pensiero sostenibile”.

 


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Fonti e approfondimenti:
*La sostenibilità è operare guardando al futuro – NEC
Materiali edili ecosostenibili: la classifica dei più innovativi
LICoF, intervento Giusy Mainardi, Ernst and Young