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26 novembre 2021

Indice DESI 2021, l’Italia rinnova la sua competitività digitale

È dall’anno 2014 che la Commissione Europea monitora attraverso l’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI) i progressi degli stati membri dal punto di vista del digitale. Nel tempo, abbiamo visto l’Italia e tutti i paesi membri, evolvere le proprie competenze digitali e il proprio ranking e quest’anno il nostro paese fa registrare un importante avanzamento: l’edizione 2021 dell’indice DESI vede l’Italia collocata al 20° posto tra i 27 stati membri dell’UE, rispetto al 25° posto dell’edizione precedente. Da evidenziare che quest’anno la Commissione ha adeguato il DESI affinché possa rispecchiare l’impatto negli anni a venire delle due iniziative cardine per l’Unione: il dispositivo per la ripresa e la resilienza e la bussola per il decennio digitale.

Connettività

Per il nostro paese, un miglioramento particolarmente importante si registra in termini di connettività: tra gli stati membri dell’UE l’Italia si posiziona al 23° posto con il 61% delle famiglie abbonato alla banda larga fissa (77% nell’UE). Nel 2021 particolari progressi sono stati fatti progressi in termini di copertura e diffusione dei servizi di connettività, anche se saranno necessari ulteriori sforzi per aumentare la diffusione delle reti ad altissima capacità e del 5G.

Capitale umano

L’Italia resta “significativamente in ritardo rispetto ad altri paesi europei in termini di capitale umano”, collocandosi al 25° posto per questo indicatore: solo il 42% delle persone tra i 16 e i 74 anni possiede almeno competenze digitali di base (56% nell’UE) e solo il 22% possiede competenze superiori a quelle di base.

Integrazione delle tecnologie digitali

Per quanto riguarda l’integrazione delle tecnologie digitali, il nostro paese si colloca al 10° posto: la maggior parte delle PMI italiane dimostra di avere un livello di intensità digitale almeno di base (69%, rispetto alla media UE del 60%). Ottimi risultati nell’utilizzo della fatturazione elettronica (la utilizza il 95% delle imprese italiane) e buon incremento nell’impiego di servizi cloud (38% rispetto al 15% del 2018). Le prestazioni dell’Italia rimangono però basse in altre aree tra cui l’utilizzo dei Big Data (9% contro una media del 14% a livello europeo) e quello delle tecnologie basate sull’intelligenza Artificiale (18% Italia vs 25% media EU). Anche la diffusione del commercio elettronico e l’uso delle TIC per la sostenibilità ambientale solo al di sotto della media UE.

Il report della Commissione Europea evidenzia in positivo la revisione da parte del nostro governo delle agevolazioni fiscali nel quadro di Transizione 4.0 (passato dallo strumento dell’iper-ammortamento al credito d’imposta): lo strumento è stata ampiamente utilizzato dalle PMI e ha stimolato gli investimenti nei beni ‘Industria 4.0’.  Inoltre, i servizi di sostegno e i centri di trasferimento tecnologico hanno dimostrato di giocare un ruolo fondamentale per la digitalizzazione delle PMI.

Servizi pubblici digitali

L’ultimo indicatore del report DESI riguarda i servizi pubblici digitali, per il quale l’Italia si colloca al 18° posto nell’UE: nonostante i miglioramenti registrati, l’uso dei servizi pubblici digitali rimane relativamente basso. La percentuale di utenti online italiani che ricorre a servizi di e-government è passata dal 30 % nel 2019 al 36 % nel 2020. Pur trattandosi di un notevole aumento, rimane ben al di sotto della media UE del 64%. Infine, l’Italia ottiene risultati migliori rispetto all’UE per quanto riguarda l’offerta di servizi pubblici digitali per le imprese e i dati aperti.

Scarica il report completo: DESI 2021 Italia

 


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