Powered by Sistema ARGO
2 settembre 2021

Industria 5.0, un nuovo paradigma produttivo?

Sono passati quasi 240 anni da quando James Watt brevettò la macchina a vapore e diede lo slancio definitivo alla prima rivoluzione industriale. Se nel 2012 iniziava l’era della cosiddetta Industria 4.0, già alcuni anni dopo si è iniziato a parlare di Industria 5.0, concetto che teorizza un’industria più sostenibile, resiliente e incentrata sull’uomo.

Mentre i tratti distintivi dell’Industry 4.0 sono la connessione, la digitalizzazione e la creazione di fabbriche intelligenti con sistemi cyber-fisici che comunicano attraverso l’Internet of Things, l’Industria 5.0 fa un passo avanti: riporta l’uomo e il suo potenziale creativo al centro di un processo produttivo che sfrutta la collaborazione tra macchinari sempre più potenti e precisi.

L’Unione Europea per un’industria sostenibile, resiliente e umano-centrica

In questi anni si è spesso fatto riferimento all’Industria 5.0 in maniera non ufficiale per evidenziare l’evoluzione in chiave collaborativa della robotica, per parlare di modelli tecnologici umanocentrici, e per parlare della sostenibilità ambientale e sociale. Ora anche la Commissione Europea riconosce il concetto di Industria 5.0 e pone proprio questi temi al centro della definizione che ne dà all’interno del report “Industry 5.0 – Towards a sustainable, human-centric and resilient European industry”.

“L’Industria 5.0 – si legge nel documento – completa il paradigma esistente dell’Industria 4.0, mettendo in primo piano la ricerca e l’innovazione come motori per una transizione verso un’industria europea sostenibile, incentrata sull’uomo e resiliente. Sposta l’attenzione dal valore per gli azionisti a quello per gli stakeholder, con benefici per tutti gli interessati. L’industria 5.0 cerca di catturare il valore delle nuove tecnologie, assicurando una prosperità non limitata solo al lavoro e alla crescita, rispettando i limiti del pianeta e mettendo il benessere del lavoratore dell’industria al centro del processo di produzione.”

Le tecnologie abilitanti di industria 5.0

Nel documento firmato dagli esperti dell’UE vengono inoltre individuate le sei tecnologie abilitanti per l’Industria 5.0:

  • Interazione uomo-macchina personalizzata
  • Tecnologie ispirate alla natura e materiali intelligenti
  • Gemelli digitali e simulazione
  • Tecnologie per la trasmissione, l’immagazzinamento e l’analisi dei dati
  • Intelligenza artificiale
  • Tecnologie per l’efficienza energetica, le energie rinnovabili, lo stoccaggio dell’energia e l’autonomia.

Insomma, come scrivono gli autori stessi, la nuova Industria 5.0 si pone l’obiettivo di “fare i conti con le promesse della digitalizzazione avanzata, dei big data e dell’intelligenza artificiale, sottolineando il ruolo che queste tecnologie possono svolgere per affrontare nuove esigenze emergenti nel panorama industriale, sociale e ambientale. Questo significa usare i dati e l’intelligenza artificiale per aumentare la flessibilità della produzione in tempi di grande e rapido cambiamento e rendere le catene del valore più robuste; significa usare una tecnologia che si adatti al lavoratore, piuttosto che il contrario; e significa usare la tecnologia al servizio di economia circolare e sostenibilità.”

Lavoratore, robot e AI: quale ruolo?

Nell’Industria 5.0 il ruolo del lavoratore cambia radicalmente: per l’azienda esso diventa esclusivamente  un ‘investimento’, e perde il ruolo di “costo”. Un atteggiamento che permette sia all’azienda che al lavoratore di svilupparsi grazie agli investimenti in competenze, capacità e benessere dei dipendenti, che diventano un modo per raggiungere gli obiettivi aziendali.

Le nuove tecnologie industriali, comprese la robotica e l’IA, avranno il compito di “rendere i luoghi di lavoro più inclusivi e sicuri per i lavoratori, oltre ad aumentarne la soddisfazione e il benessere”. Ai robot potrebbero esser delegate attività ripetitive e semplici, mentre le tecnologie basate sull’AI potranno guidare il lavoratore a svolgere compiti più specializzati, anche senza avere competenze e formazione specifiche.

Nel mondo dell’industria 5.0 un ruolo di primaria importanza sarà dato, poi, al pensiero creativo, imprenditoriale, flessibile e aperto, competenze trasversali fondamentali che accompagneranno e completeranno le altrettanto indispensabili competenze digitali. 


Vuoi rimanere raggiornato sui temi della digitalizzazione e dell’industria 4.0?

Iscriviti alla nostra newsletter


Fonti e approfondimenti:

Innovation Post
UniverseIT
Scarica il documento dell’UE: “Industry 5.0 – Towards a sustainable, human-centric and resilient European industry