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2 novembre 2021

Libro bianco Generali-Bocconi: PMI e sostenibilità, un matrimonio perfetto

Se è vero che nell’agenda della sostenibilità europea le PMI rivestono un ruolo fondamentale, è vero anche che per le PMI la sostenibilità è sempre più un fattore strategico di crescita. Si tratta infatti di una transazione win-win, in cui la crescita di un’economia sostenibile europea diventa d’interesse reciproco.

È questa la tesi su cui si fonda il Libro Bianco dal titolo “SME EnterPRIZE”, frutto della collaborazione tra Generali e SDA Bocconi che si è posto l’obiettivo di analizzare l’approccio delle PMI europee alla sostenibilità, le criticità e i driver di successo. Il report ha esaminato il rapporto tra sostenibilità e Pmi in otto Paesi europei: Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Spagna, Svizzera. Il documento ha approfondito le principali linee di azione, i benefici e i fattori che favoriscono la realizzazione di iniziative sostenibili e le barriere che ostacolano le PMI nell’adozione di un comportamento sostenibile.

PMI come driver per la crescita sostenibile europea

Secondo il report le PMI rappresentano quasi il totale delle imprese dell’Unione Europea e generano più della metà del valore aggiunto totale: le PMI europee sono il 99,8% delle imprese operanti nell’Unione Europea e in Svizzera e impiegano circa 2 lavoratori su 3 in Europa e in Svizzera con più di 100 milioni di posti di lavoro. Inoltre, gli impatti ambientali legati alle attività effettuate lungo le catene del valore rappresentano oltre l’80% di emissioni di gas serra e fino al 90% dell’impatto su aria, terra e acqua, biodiversità e uso delle risorse naturali.

Le piccole e medie imprese, pertanto, oltre ad essere il fondamento dell’economia europea, sono anche gli attori chiave nelle catene del valore: il loro coinvolgimento è evidentemente necessario per il successo della transizione ecologica europea.

Le barriere alla transizione sostenibile delle PMI e i fattori chiave per superarle

Il libro bianco individua poi i fattori che fungono da freno allo sviluppo di politiche sostenibili aziendali, si tratta principalmente di:

  • mancanza di risorse interne, fra cui competenze e abilità: problematica considerata estremamente rilevante in ognuno degli otto Paesi in cui è stato condotto lo studio
  • fattori istituzionali, incluse normative e burocrazia: scarsità di sostegni governativi, assenza di una legislazione chiara, complessità amministrativa e costi eccessivi per le imprese
  • insufficienti risorse economiche o finanziarie: secondo l’UE, le piccole e medie imprese in Europa per la loro transizione sostenibile hanno un gap finanziario da colmare fra i 20 e i 35 miliardi di euro
  • carenza di domanda: quasi una PMI su tre lamenta la mancanza di consapevolezza dei clienti riguardo a prodotti e servizi sostenibili. Ciononostante, diversi report evidenziano una sempre maggiore attenzione dei consumatori, ulteriormente accresciuta durante la pandemia
  • mancanza di strumenti standardizzati: tra i 145 strumenti di gestione della sostenibilità sviluppati negli ultimi 20 anni, solo otto sono stati progettati specificatamente per le PMI.

I principali fattori su cui fare leva per favorire lo sviluppo di iniziative a favore del welfare, dell’ambiente e del senso di comunità nelle PMI europee, sono:

  • le convinzioni, i principi e i valori individuali, in particolar modo l’atteggiamento personale dei manager, la loro posizione riguardo alla sostenibilità ambientale e l’etica
  • la prossimità sociale e il profondo coinvolgimento nelle comunità locali, oltre il contesto lavorativo
  • l’ambiente socio-culturale, componente rilevante nell’intraprendere iniziative nell’ambito del welfare aziendale
  • il quadro legislativo, per conseguire obiettivi di sostenibilità negli ambiti del welfare e dell’impatto ambientale
  • i vantaggi organizzativi, importanti sia per la riqualificazione dei dipendenti sia per l’implementazione di investimenti finalizzati all’uso efficiente delle risorse.
I vantaggi di un approccio sostenibile

Il Libro Bianco dimostra come la sostenibilità sia ormai diventata un fattore di sviluppo cruciale per le aziende, soprattutto nel post-pandemia, non solo per la spinta innovativa che produce, ma anche per garantire alle imprese l’accesso a supply chain certificate, migliori condizioni di finanziamento, partnership strategiche. Il report rileva una diretta relazione positiva tra il comportamento sostenibile delle PMI e la loro performance economica, finanziaria e competitiva.

L’adozione di modelli di business sostenibili, infatti, offre una serie di opportunità e risorse:

  • catene di approvvigionamento certificate e mercati globali: l’adozione di un approccio più strutturato sulla sostenibilità dal punto di vista sia ambientale sia sociale offre alle PMI la possibilità di accedere alle catene di valore certificate delle grandi aziende e ai mercati globali
  • fondi dedicati per la transizione sostenibile: le risorse rese disponibili a livello nazionale e internazionale per la transizione ecologica saranno accessibili solo alle PMI che intraprendono specifici sforzi volti a migliorare il proprio profilo di sostenibilità
  • finanza sostenibile e migliori condizioni finanziarie: i fattori ESG (Environmental, Social and Governance) sono sempre più importanti, anche per quanto riguarda la concessione di credito alle imprese.
  • appalti pubblici: con l’accresciuta importanza dei fattori ESG negli appalti pubblici, le PMI devono essere pronte a soddisfare criteri di sostenibilità più rigorosi
  • attrazione di talenti e competenze: un migliore profilo di sostenibilità e una forte reputazione aziendale permettono di attrarre e ritenere lavoratori più qualificati e motivati
  • stakeholder e partner: la condivisione di principi etici, sociali e ambientali può migliorare la capacità delle PMI di instaurare e mantenere migliori relazioni con stakeholder e partner.

In conclusione, adottare un approccio più strutturato sulla sostenibilità offre alle PMI i vantaggio di accedere alle catene di valore certificate delle grandi aziende e ai fondi dedicati per la transizione sostenibile. Le risorse rese disponibili a livello nazionale e internazionale per la transizione ecologica saranno accessibili, infatti, solo alle aziende che intraprenderanno specifici interventi per migliorare il proprio grado di sostenibilità. Basti pensare al quadro finanziario (QFP) 2021-2027 che in combinazione con Next generation Eu mette a disposizione dell’economia europea la cifra record di 2 trilioni di euro.

Fonte: il Libro Bianco di Generali e SDA Bocconi


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