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26 maggio 2021

La spinta del Recovery Plan verso la digitalizzazione

Entra in vigore il Recovery Plan: più di 235 miliardi di euro distribuiti in 6 mission principali stabilite dalla UE:

  • Trasformazione digitale;
  • Transizione verde;
  • Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;
  • Coesione sociale e territoriale;
  • Salute e resilienza economica, sociale e istituzionale;
  • Politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani.

Ciascuna sostenuta sia da fondi europei provenienti dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (191,5 miliardi) e dal React-EU (13,5 miliardi) che da finanziamenti nazionali, grazie al Fondo Complementare attivato con il D.L. 6 maggio 2021, n. 59 (30,6 miliardi).

PRIMO OBIETTIVO: TRASFORMAZIONE DIGITALE

Per sostenere la transizione del paese verso il digitale sono stati stanziati in tutto 49,86 miliardi, finalizzati all’innovazione di tre settori chiave: pubblica amministrazione, turismo e cultura, sistema produttivo.

Nella consapevolezza che le PMI costituiscono l’elemento fondante del tessuto produttivo italiano, nei loro confronti il Recovery Plan prevede una serie di interventi volti, in primo luogo, a rafforzare le misure di incentivazione fiscale incluse nel Piano Transizione 4.0. Quest’ultimo, infatti, attraverso lo strumento dei crediti di imposta, rappresenta una leva di sviluppo fondamentale per incoraggiare gli investimenti in nuove tecnologie, in ricerca e sviluppo e in competenze digitali.

L’erogazione dei crediti di imposta è confermata fino al 2026, con aliquote e massimali maggiorati per il biennio 2021-22 come previsto dalla Legge di bilancio 2021 (ne abbiamo parlato qui). In aggiunta, il Recovery Plan prevede:

  • in ambito formazione, l’elaborazione di un modello di riqualificazione manageriale focalizzato sulle PMI (con programmi di formazione specifici, il coinvolgimento delle associazioni di categoria e l’utilizzo di modelli di diffusione incentrati su piattaforme digitali). Inoltre, verranno sperimentati programmi di training focalizzati sull’upskilling digitale per i lavoratori in cassa integrazione, incentivati tramite il taglio (temporaneo) del cuneo fiscale sia per l’impresa che per il lavoratore.
  • L’estensione degli incentivi 4.0 anche agli investimenti a sostegno della trasformazione tecnologica e digitale della filiera editoriale.

L’impatto delle misure verrà valutato sulla base di apposite milestones, monitorate da un Comitato incaricato di suggerire modifiche finalizzate a massimizzare l’efficacia e l’efficienza nell’uso delle risorse.

Al Piano Transizione 4.0 sono riservati 13,38 miliardi di euro provenienti dai fondi europei, a cui se ne aggiungono ulteriori 5 dal Fondo Complementare, riservati al credito di imposta per i beni strumentali materiali 4.0 e al credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design.


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