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29 luglio 2021

Perché la Ricerca non basta per fare innovazione?

Le politiche europee per l’innovazione per molti anni sono state legate quasi esclusivamente agli investimenti in Ricerca e Sviluppo in ambito pubblico, con l’obiettivo principale di raggiungere la soglia del 3% di investimenti in R&S sul totale del PIL. Ma quanto incide questo tipo di investimenti sul grado di innovazione delle PMI?

Lo studio

Uno studio dell’università di Utrecht (“The drivers of SME innovation in the regions of the EU”) si è posto l’obiettivo di individuare le diverse leve di innovazione per le piccole e medie imprese delle regioni europee.  Facendo riferimento in particolare alla capacità di innovazione delle PMI a livello regionale negli anni 2014 -2017 e utilizzando dati e indicatori dello European Innovation Scoreboard, i ricercatori hanno cercato di stimare quanto le caratteristiche delle singole regioni incidano sul modo di fare innovazione delle PMI. Uno dei principali problemi individuati dai ricercatori sul tema delle politiche di innovazione europee è stato quello di aver investito la ricerca finanziata dal settore pubblico del ruolo di unico driver di innovazione su scala regionale e nazionale, a scapito di una vera e propria politica di innovazione complessiva. Sebbene negli ultimi anni siano state intraprese alcune azioni importanti, come la creazione dei Digital Innovation Hubs (DIHs), il paradigma dominante ha trascurato molte delle attività che costituiscono lo scheletro delle azioni di innovazione delle PMI.

I risultati

La ricerca e le analisi empiriche condotte dimostrano che l’innovazione a livello regionale delle PMI è determinata da tre principali linee di azione:

  • Attività di R&S condotte inhouse dalle aziende;
  • Iniziative di innovazione aziendale scollegate dalla Ricerca & Sviluppo;
  • Collaborazioni e condivisione di conoscenza con entità esterne all’impresa, quali attori della supply-chain, competitor, ma anche università e centri di ricerca e scientifici.

Queste tre tipologie di iniziative sono associate ad aziende situate in regioni dell’Unione Europea caratterizzate da elevati tassi di sviluppo di innovazione.

Collaborazione è innovazione

Lo studio pone in risalto il fatto che il più importante tra i driver di innovazione per le aziende sembra essere la collaborazione con l’ecosistema circostante: le imprese coinvolte in attività di ricerca e sviluppo con centri di ricerca o università rinforzano il legame tra pubblico e privato, ma soprattutto registrare livelli particolarmente alti di innovazione aziendali; anche le collaborazioni solide con altre realtà aziendali (dai competitors ai partner di filiera) sono particolarmente incisivi nell’elevare egli standard di innovazione.
Al contrario, ricerca e sviluppo finanziati in ambito pubblico, da soli, secondo gli studi non incidono in alcun modo nella crescita dei livelli di innovazione regionale delle PMI.

I poli di innovazione

Attività e politiche di contaminazione e diffusione di cultura e innovazione digitale, come quelle portate avanti dai Digital Innovation Hub, sembrano quindi giocare un ruolo di primaria importanza in questo scenario. Anche per questo, l’Europa conferma l’intenzione di potenziare la rete e le competenze che i DIH sono in grado di generare. Per costituire un ponte sempre più solido tra impresa, ricerca e finanza, oltre ai DIH già attivi a livello regionale, a partire dal 2022 nasceranno gli European Digital Innovation Hub, poli di innovazione digitale europei, finanziati all’interno del Digital Europe Programme, programma al quale l’Europa ha destinato 6,76 miliardi del bilancio pluriennale per il periodo 2021 – 2027.

L’obiettivo dei nascenti EDIH è assicurare la transizione digitale e accrescere la competitività dell’industria (in particolare delle PMI) e delle pubbliche amministrazioni: nel disegno della Commissione, infatti, gli EDIH dovrebbero stimolare la diffusione e l’adozione delle tecnologie digitali avanzate, e in particolare il calcolo ad alte prestazioni (High Performance Computing – HPC), l’intelligenza artificiale e la cyber security.
IP4FVG, Digital Innovation Hubs del Friuli Venezia Giulia, è tra i 45 candidati italiani a partecipare alla selezione europea per ottenere il riconoscimento, nel 2022, di European Digital Innovation Hub.

 


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